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La
S.E.VAL. Srl, Azienda Valtellinese nata come impresa
di costruzione e manutenzione elettrodotti, da
alcuni anni ha impegnato parte delle proprie risorse
fondando la Divisione Ecologia, con lo specifico
obiettivo di operare nel settore dello smaltimento,
trattamento e recupero di beni durevoli, con
particolare riferimento allo smaltimento
frigoriferi.
Il
nuovo impianto inaugurato nell'estate 2004, di
fattura completamente italiana, è stato pensato e
costruito in modo specifico per il trattamento di
beni durevoli contenenti sostanze lesive per l’ozono
stratosferico, nel rispetto di quanto espresso dal
D.M. 20 Settembre 2002. Tale decreto fissa sia i
limiti di emissione in atmosfera, sia le norme
tecniche per gli impianti che effettuano il recupero
dei CFC dalle apparecchiature fuori uso.
Per
numerosi anni i clorofluorocarburi (CFC) hanno
giocato un ruolo essenziale nella nostra società:
sono stati utilizzati in una notevole varietà di
applicazioni industriali e domestiche come la
refrigerazione, il condizionamento, l’isolamento
termico, le applicazioni medicali, la pulizia di
componenti elettroniche e di precisione. La prima
applicazione dei CFC, immediatamente dopo la loro
sintesi, eseguita negli anni Trenta, fu come fluido
refrigerante nei circuiti frigoriferi, in
sostituzione dell’ammoniaca.
Il
CFC-12, non infiammabile, non tossico e non
eccessivamente costoso, sembrò la soluzione ideale
del problema. Nessuno si aspettava che gas inerti e
per nulla pericolosi in termini immediati potessero
avere, proprio a causa della loro,stabilità chimica,
un effetto così distruttivo. Solo negli anni
Settanta infatti cominciarono ad essere compresi i
meccanismi di interazione con l’ozono stratosferico.
Ad oggi, pur essendo cessata la produzione
industriale di queste sostanze, una notevolissima
quantità di CFC si trova nei circuiti refrigeranti
dei frigoriferi e degli impianti di condizionamento
di vecchia generazione e passeranno decenni prima
che tutti i CFC siano stati completamente smaltiti.
Il problema dello smaltimento delle tipologie di
beni durevoli contenenti sostanze lesive per l’ozono
stratosferico è diventato attuale negli ultimi anni
per effetto della crescente attenzione che le
istituzioni e l’opinione pubblica oggi dedicano a
problemi all’ambiente e dello sviluppo sostenibile.
Tra la
classe dei beni durevoli per uso domestico, la
categoria dei frigoriferi è probabilmente quella con
la maggior percentuale di materiali recuperabili ma
che presenta le maggiori difficoltà di trattamento
per via della notevole quantità di CFC presenti, sia
nel circuito di refrigerazione che nello strato
poliuretanico isolante.

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Nell'ambito delle attività di
smaltimento e recupero, S.E.VAL. tratta le seguenti
tipologie di rifiuto classificate secondo il Catalogo
Europeo dei Rifiuti:
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C.E.R. |
Descrizione |
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16.02.11 |
apparecchiature fuori uso, contenenti
clorofluorocarburi, HCFC, HFC; |
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16.02.13 |
apparecchiature fuori uso, contenenti componenti
pericolosi diversi da quelli di cui alle voci
16.02.09 e 16.02.12; |
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16.02.14 |
apparecchiature fuori uso diverse da quelle di cui
alle voci da 16.02.09; |
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16.02.15 |
componenti pericolosi rimossi da apparecchiature
fuori uso; |
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16.02.16 |
componenti rimossi da apparecchiature fuori uso,
diversi da quelli di cui alla voce 16.02.15; |
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20.01.23 |
apparecchiature fuori uso contenenti
clorofluorocarburi; |
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20.01.35 |
apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori
uso, diverse da quelle di cui alla voce 20.01.21 e
20.01.23, contenenti componenti pericolosi; |
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20.01.36 |
apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori
uso, diverse da quelle di cui alle voci 20.01.21,
20.01.23 e 20.01.35; |
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